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Diario


22 marzo 2009

DORGALI, perde le gambe in un incidente Era diretto a Oliena, l’auto dopo un salto di corsia si è infilzata nel guardrail ed è caduta in un burrone

  

 Da La Nuova Sardegna Domenica 22 Marzo 2009

Era diretto a Oliena, l’auto dopo un salto di corsia si è infilzata nel guardrail ed è caduta in un burrone

Dorgali, perde le gambe in un incidente

E il passeggero che viaggiava con lui rischia l’amputazione di un arto

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DORGALI. Terribile incidente ieri sera sulla strada che collega Dorgali e Oliena. Un giovane ha perso entrambe le gambe e uno rischia di perdere un piede. L’auto sulla quale viaggiavano ha saltato la corsia ed è stata infilzata dal guard rail. Nell’impatto l’autista è stato sbalzato fuori dall’abitacolo e scaraventato a qualche metro di distanza.
 Il viaggiatore è rimasto incastrato tra le lamiere. Ad avere la peggio è stato Toni Pireddu di 33 anni che era alla guida dell’Alfa Romeo 159, mentre Antonio Manca anche lui di Dorgali che sedeva a fianco ha riportato una frattura esposta a un piede e potrebbe rischiare l’amputazione. I due sono stati trasportati al San Francesco di Nuoro. Questa sarebbe la dinamica dell’incidente al vaglio dei carabinieri di Oliena in collaborazione con la compagnia di Nuoro.
 Erano le 17,30. Toni Pireddu alla guida della sua Alfa e l’amico che gli sedeva a fianco stavano percorrendo la strada provinciale che da Oliena porta fino al bivio di Casa Spanu e poi verso Dorgali quando all’improvviso è avvenuta la disgrazia.
 L’auto, che aveva appena finito di percorrere un breve rettilineo ha abbordato una curva e poi iniziato un altro tratto dritto quando, incomprensibilmente, forse per un guasto meccanico o per la velocità, ha saltato la corsia. La sfortuna ha voluto che sia andata a colpire di punta il guard rail che probabilmente, per il forte impatto, si è infilato nella parte bassa dell’abitacolo tranciando le gambe dell’autista che è stato catapultato fuori dall’abitacolo. L’Alfa è caduta in una scarpata e dopo un volo di una decina di metri ha finito la corsa schiantandosi.
 Nel terribile impatto, Antonio Manca è rimasto con le gambe incastrate tra lamiere. L’allarme è stato lanciato da alcuni automobilisti. Sul posto sono arrivate le ambulanze della Croce Verde di Dorgali e dell’Asl di Oliena mentre da Nuoro arrivavano il 118 e i vigili del fuoco. Ai soccorritori si è presentata una scena straziante: Toni Pireddu giaceva a terra a qualche metro da un ruscello. Una gamba troncata di netto e l’altra attaccata ad un lembo di tessuto, sotto il ginocchio. Il suo amico nel burrone, dentro l’abitacolo distrutto. Per liberarlo i vigili del fuoco hanno lavorato a lungo con la fiamma ossidrica. Anche Antonio Manca aveva un piede tagliato quasi di netto. Immediatamente sono stati trasportati all’ospedale di Nuoro. Poco dopo, su quella strada maledetta sono arrivati i parenti dei due tra i quali la moglie di Pireddu, una giovane donna di Bortigali che è in attesa di un bambino. Nello stesso tratto, a due chilometri di distanza dal luogo dell’incidente di ieri, un giovane qualche anno fa aveva perso i piedi tranciati dal guard rail dopo aver perso il controllo della moto e un altro giovane era deceduto dopo un volo di una trentina di metri dell’auto sulla quale viaggiava assieme ad un amico rimasto illeso.
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20 gennaio 2009

Dorgali. Acqua vietata, scoppia la protesta Il sindaco: non bevetela, è torbida. Abbanoa: colpa delle piogge

  
da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 20 GENNAIO 2009

Dorgali. Una ordinanza ne proibisce l’uso domestico

Acqua vietata, scoppia la protesta

Il sindaco: non bevetela, è torbida. Abbanoa: colpa delle piogge

Tra i cittadini infuriati ci sono anche quelli di Cala Gonone

40 dorgali 200109di NINO MUGGIANU
 DORGALI. «Altro che Abbanoa; bisogna dire, anno nuovo, abba... vecchia, quella che la società che ha sostituito il vecchio Consorzio Govossai, sta mandando a Dorgali e tra l’altro non si sa da dove già dalla scorsa estate. Acqua che sempre più spesso è imbevibile e inutilizzabile».
 È l’ennesimo capitolo di una ormai lunga protesta dei cittadini contro la società che gestisce il servizio idrico integrato. Tra cittadini infuriati ci sono anche quelli residenti nella frazione marinara di Cala Gonone, sempre più imbestialiti per una situazione che si trascina da mesi e mesi, con tempi e riprese più o meno regolari.
 In realtà, per questa ultima protesta, il problema è da una settimana che l’acqua che arriva nei rubinetti delle case sia a Dorgali sia nella sua frazione marina non è potabile per cui non è utilizzabile per le normali funzioni casalinghe.
 Per la precisione, l’ordinanza firmata dal sindaco di Dorgali Tonino Testone a seguito delle segnalazioni di Abbanoa porta la data del 13 gennaio scorso.
 Ordinanza che recita testualmente: «Vista la comunicazione della società Abbanoa spa, si avvisa la popolazione che l’acqua della rete pubblica, non è potabile, pertanto, fino a nuova disposizione non può essere utilizzata per consumo alimentare».
 Una comunicazione ai cittadini di Dorgali e Gonone che è stata vista più volte in questi ultimi tempi nelle bacheche dislocate dal comune in vari punti dei centri abitati.
 Si tratta infatti, di una situazione che seppure legata a filo doppio alle condizioni metereologiche, si trascina da tempo. Il motivo è sempre lo stesso: i valori della torbidità dell’acqua non rientrano nei termini di legge a seguito delle analisi.
 Analisi che normalmente vengono fatte sia da Abbanoa sia dall’Arpas e che tra l’altro dovrebbero sempre coincidere, visto che vengono fatte con prelievi effettuati negli stessi punti ma, in qualche occasione, incomprensibilmente, ciò non si è verificato. Ma questo è un altro discorso.
 «La torbidità dell’acqua è dovuta alle abbondanti piogge dei giorni scorsi. Non appena i valori rientreranno nella normalità ci sarà un nuovo avviso alla popolazione»: così dice l’ingegner Bullitta dalla sede Abbanoa di Biscollai a Nuoro.
 Il responsabile di Abbanoa inoltre, visto che da tempo i dorgalesi chiedono ad alta voce di sapere da dove arriva l’acqua che bevono, quando è potabile, ha aggiunto: «A Dorgali arrivano in tutto trentasette litri di acqua al secondo dei quali, trentadu litri al secondo dall’invaso di Orgosolo di Janna ’e Ferru e cinque litri al secondo dalle fonti olianesi di Su Gologone». Questa la risposta fornita agli utenti che cercano di capire cosa sta succedendo.
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16 dicembre 2008

Dorgali, attacco ad Abbanoa contro gli oneri non dovuti Richiesta di class action da parte del consigliere Gian Michele Nonne

  
da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 16 DICEMBRE 2008

«No alle bollette illegittime»

Dorgali, attacco ad Abbanoa contro gli oneri non dovuti

Richiesta di class action da parte del consigliere Gian Michele Nonne

                                                                      d21 dorgali boll 161208i NINO MUGGIANU
 DORGALI. I cittadini di Dorgali e Cala Gonone non devono pagare gli oneri di depurazione nel periodo in cui il depuratore gestito da Abbanoa è rimasto fermo per problemi tecnici. Bisogna attivare una class action contro Abbanoa. «Si tratta di Illegittimità costituzionale secondo una recente sentenza del della Corte Costituzionale”. Così il consigliere di minoranza Gian Michele Nonne in un’interrogazione.
 Secondo Nonne, l’amministrazione comunale di Dorgali deve vigilare che nelle prossime bollette per tale voce, per il periodo indicato, non sia conteggiato l’onere di depurazione. «La depurazione è un servizio che in una comunità a vocazione turistica ed ambientale come Dorgali, deve essere sempre efficiente - scrive nell’interpellanza il consigliere Nonne - dal dicembre 2007 al luglio 2008 il depuratore di Dorgali era inattivo a causa di alcuni problemi tecnici e dalla cattiva amministrazione dell’ente gestore Abbanoa. Durante quei mesi fu sollevato il problema del pagamento degli oneri della depurazione, a cui seguì la risposta a mezzo stampa dell’ingegner Bullitta, che dichiarava che gli oneri di depurazione dovevano essere corrisposti in ogni caso, in quanto la comunità di Dorgali aveva utilizzato ugualmente l’impianto fognario esistente». «La sentenza della Corte Costituzionale del 10 Ottobre 2008 - aggiunge Gian Michele Nonne - sancisce in modo chiaro e perentorio che “Va pertanto dichiarata l’illegittimità costituzionale di quest’ultima norma, nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti” anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». In quanto «Nel sistema delineato dalla legge 36 del ’94 la tariffa del servizio idrico integrato, articolato in tutte le sue componenti, anche quella relativa al servizio di depurazione, ha natura di corrispettivo di prestazioni contrattuali e non di tributo. Pertanto, alla luce della sentenza sentenzadella Corte Costituzionale, secondo Nonne, l’Amministrazione deve vigilare sull’operato di Abbanoa, affinché nella fatturazione prossima ventura non vengano computati gli oneri derivanti dalla depurazione, per il periodo in cui non era in funzione. Inoltre, il Consiglio, se lo riterrà opportuno, attraverso una mozione unitaria,può citare in giudizio, attraverso una Class Action, Abbanoa, per i danni ambientali e per i danni all’immagine, che ha dovuto silenziosamente subire il Comune di Dorgali».
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a La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 16 DICEMBRE 2008

I primi a essere pagati saranno le vittime del tremendo fortunale dello scorso quattro novembre

Risarcimenti, via libera alle domande

Dorgali, la Regione inizia a deliberare partendo dai danni non agricoli

  19 dorgali 161208                                                    di NINO MUGGIANU
 DORGALI. Arriva l’ok per la presentazione delle domande di risarcimento per i danni subiti nelle recenti alluvioni, da cittadini, riguardanti le abitazioni e infrastrutture civili non agricole, beni mobili in generale, auto ecc. La Regione ha già iniziato a deliberare in proposito. Si comincia con i danni non agricoli della prima alluvione del 2008.
 «Gli uffici dell’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Dorgali - ricorda l’assessore Salvatore Mele - comunicano alla cittadinanza che in data undici dicembre la Giunta Regionale ha iniziato a deliberato la procedura per il risarcimento dei danni subiti dai privati con le due alluvioni del 2008. In prima battuta la prima - continua Mele - la delibera della Giunta Regionale risarcirà i danni subiti dalle infrastrutture private civili non agricole, nella prima alluvione del 2008 avvenuta in data 4 novembre del corrente anno che ha colpito 40 comuni». La Regione ha trasmesso i moduli delle domande per il risarcimento di questo tipo di danni che chepotranno essere ritirate negli Uffici del Comune. In particolare si tratta di danni subiti da beni mobili, autovetture, civili abitazioni ect. «Restiamo - conclude l’assessore all’urbanistica e agricoltura - in attesa delle ulteriori delibere che verranno adottate dalla Giunta regionale; in primis, per i danni subiti dagli agricoltori e dalle attività produttive nella prima alluvione del 4 novembre. Mentre in seconda battuta la Giunta delibererà anche per tutti i danni subiti dai privati con la seconda alluvione del 28 novembre scorso». Un mese di novembre, quello del 2008 che anche a Dorgali e nella sua frazione marina di Cala Gonone, rimarrà negli annali per i danni subiti sia a causa de vento che della mareggiata che dalla furia dell’acqua. Tre eventi metereologici che hanno lasciato un profondo segno. Il vento, oltre ad avere abbattuto qualche centinaia di alberi di leccio a Ghivine, Cumbida Prantas e Buchi Arta (si parla di una vera e propria tromba d’aria), ha danneggiato decine di tetti nelle case, portato via pannelli solari, depositi, cartelli stradali e auto. Il danno più consistente è stato quello provocato dalla mareggiata che ha danneggiato pesantemente le spiagge artificiali. L’alluvione di fine mese, ha poi fatto il resto danneggiando in particolare due abitazioni nell’abitato e decine di case nell’agro dove sono crollati tetti ecc. Tantissime poi, le strade di campagna, danneggiate tra le quali quella che porta alla spiaggia di Cartoe.
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26 novembre 2008

Dorgali. Parla l'assessore Bue rosso e Ispinigoli Prorogata l'apertura dei siti naturalistici

  
da L'Unione Sarda Mercoledì 26 Novembre 2008
Dorgali. Parla l'assessore
Bue rosso e Ispinigoli Prorogata l'apertura dei siti naturalistici
 

La Giunta comunale di Dorgali, su proposta dell'assessore del Turismo Giampiero Buttu, ha deciso di prorogare l'apertura delle grotte del Bue Marino e di Ispinigoli fino al 15 gennaio 2009.
Buttu, infatti, afferma che il proseguimento della stagione turistica avviene: «Grazie alla disponibilità del consorzio Trasporti marittimi e all'accordo con il consorzio Atlantika si è potuto prorogare il servizio di visita dei nostri due importanti siti turistici. Questo permetterà ai visitatori che decideranno di trascorrere le loro vacanze natalizie a Dorgali o di partecipare alla rassegna Cortes apertas in programma il 15 del mese prossimo, di ammirare anche questi due splendidi siti. Assieme a Tiscali, Serra Orrios e Nuraghe Mannu rappresentano un compendio unico nell'ambito del turismo sardo».
Le visite alle grotte del Bue Marino e di Ispinigoli si possono attualmente effettuare al mattino alle 11 e il pomeriggio alle 15 e, previo accordo con l'amministrazione comunale, è possibile organizzare orari personalizzati per i gruppi .
Secondo l'assessore comunale al Turismo la stagione estiva ha fatto registrare, nonostante tutto, un riscontro positivo anche per quel che riguarda l'accesso ai siti naturalistici: «Nonostante una stagione difficile a causa soprattutto di una congiuntura economica drammatica, il numero dei visitatori al Bue Marino è stato superiore di 2608 unità rispetto all'anno precedente».
Per quanto concerne gli altri siti turistici, si è riscontrata invece una flessione su Tiscali, Serra Orrios e Nuraghe Mannu e un considerevole calo di presenze per la grotta di Ispinigoli, causato principalmente dal fatto che la stessa è rimasta chiusa per diverso tempo al pubblico per dei lavori di rifacimento di due rampe di scalinate.
Per questo motivo l'assessore Buttu, per evitare che in futuro le ditte che eseguono manutenzione ordinaria e straordinaria nei siti naturalistici si rendano protagoniste di ritardi che potrebbero costituire un ostacolo per lo sviluppo del turismo, ha espressamente richiesto alla Giunta e all'ufficio tecnico che la manutenzione si svolga attraverso un calendario di lavori programmati, in modo che la tempistica scandita dalle norme sugli appalti non pregiudichi il calendario turistico delle visite.
SONIA MELONI
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15 novembre 2008

Dorgali È un atto intimidatorio Bombola esplode nella casa di un imprenditore

  
da l'Unione Sarda Sabato 15 Novembre 2008
Dorgali È un atto intimidatorio
Bombola esplode nella casa di un imprenditore
 

Hanno usato una bombola di gas come ordigno e un fornellone, a sua volta alimentato da un'altra bombola, come detonatore. Così giovedì notte è stato messo a segno un attentato ai danni di Antonio Mulas, imprenditore edile molto conosciuto in paese. Ignoti si sono introdotti nella sua abitazione di campagna situata in località Musina, in un area appena fuori dal centro abitato, a qualche centinaio di metri dal cimitero. Approfittando del buio i malviventi sono entrati all'interno di un piccolo deposito di attrezzi costruito a ridosso del casolare dove poi hanno messo in atto il pesante messaggio intimidatorio. Dopo aver sistemato la bombola sopra il fornellone, hanno aperto il gas dell'altra bombola che lo alimentava e una volta accesa la fiamma si sono dileguati. Intorno alle 23,30 lo scoppio: un boato fortissimo che ha immediatamente fatto scattare l'allarme. A scoprire l'accaduto è stato lo stesso Antonio Mulas, che insospettito dal fatto che il boato proveniva dalla direzione della sua tenuta, si è precipitato sul posto per controllare la sua abitazione e a quel punto, resosi conto che era proprio lui la vittima presa di mira ha immediatamente chiamato i carabinieri. A Musina nel giro di pochi minuti è arrivata una pattuglia dei carabinieri della stazione del paese e a ruota anche una squadra dei vigili del fuoco proveniente da Nuoro. L'intervento dei pompieri si è limitato solo ad una verifica per stabilire se la struttura portante avesse subito danni. I controlli alla fine hanno escluso rischi di questo tipo anche perché lo scoppio della bombola ha prodotto una fiammata che si è spenta rapidamente. Notevoli invece i danni provocati dall'onda d'urto che ha divelto tutti gli infissi dell'abitazione, proiettandoli all'esterno. I militari coordinati dal maresciallo Roberto Olmeo si sono messi al lavoro per tentare di capire qual potesse essere il movente dell'attentato. Antonio Mulas non ha saputo dare elementi utili: ha raccontato di non avere nessun sospetto.
L'ordine pubblico è stato l' argomento più importante al centro del dibattito del Consiglio comunale che si è tenuto poche ore prima dell'attentato: è stata discussa in particolare l'interrogazione del consigliere Gianmichele Nonne. Il sindaco Tonino Testone ha preso l' impegno di aumentare i controlli nel centro storico. Sull'ampliamento dell'organico dei vigili urbani e l'attivazione del corpo barracellare il primo cittadino ha replicato che non si può procedere a causa dei vincoli del patto di stabilità.

FABRIZIO UNGREDDA
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24 ottobre 2008

Dorgali Nel mirino Salvatore Spanu. Fucilate sull'auto di un consigliere della minoranza

  
  da L'Unione Sarda Venerdì,  24 Ottobre 2008
Dorgali Nel mirino Salvatore Spanu
Fucilate sull'auto di un consigliere della minoranza
 

Un avvertimento oscuro, inviato con cinque fucilate caricate a pallettoni che hanno ridotto a un colabrodo l'auto di proprietà di un consigliere comunale di minoranza. È avvolto nel mistero l'attentato compiuto nella notte tra mercoledì e ieri a Dorgali ai danni di Salvatore Spanu, 54 anni, di professione ingegnere del Genio Civile di Nuoro. I malviventi sono entrati in azione poco dopo le 4, in via Verdi, pieno centro storico, a pochi passi dal Municipio. Approfittando del buio hanno esploso cinque fucilate la Lancia Lybra del professionista, posteggiata sotto casa sua. I pallettoni, indirizzati all'altezza del posto di guida, hanno devastato la carrozzeria, mandando in frantumi il parabrezza e conficcandosi nel sedile.
In tanti, Spanu compreso, hanno sentito l'eco delle fucilate ma in quel momento nessuno ha pensato a un attentato. L'allarme è così scattato solo alle otto del mattino, quando il consigliere comunale è uscito di casa per recarsi al lavoro e ha visto cosa era accaduto alla sua auto. Sul posto si sono subito recate le pattuglie dei carabinieri del paese e della compagnia di Siniscola che hanno avviato le indagini. I militari non hanno trovati bossoli, ma solo le borre dei proiettili. Mistero sul movente. Spanu, visibilmente sotto choc, è stato interrogato dai carabinieri, ma sembra che non sia stato in grado di indicare alcuna pista concreta. Gli inquirenti tendono a escludere un movente politico, anche perché l'ingegnere non svolge alcun ruolo in seno all'amministrazione.
Incredulo il primo cittadino di Dorgali Tonino Testone, che si è subito recato in casa dell'esponente dell'opposizione per portargli la solidarietà sua e dell'intera giunta. «Sono sconcertato - sono state le parole del sindaco -, è un gesto gravissimo che condanniamo senza esitazioni. Movente politico? Mi pare strano, visto che il consigliere Spanu non ricopre alcun incarico. Di certo si tratta di un fatto preoccupante, che colpisce una persona splendida, un uomo di specchiata onestà da tutti conosciuto per le sue grandi qualità umane e professionali». Testone non crede neanche che l'intimidazione possa essere legata alla tensione crescente in vista delle annunciate demolizioni per gli abusi edilizi: «Anzi lo escluderei - dice -, anche perché come ingegnere del Genio Civile di Nuoro non mi risulta che Spanu abbia un qualche ruolo in questa vicende. L'unica cosa certa per ora è che la situazione dell'ordine pubblico nel nostro paese sta diventando ogni giorno più preoccupante e quest'ultimo fatto non fa che confermarlo».

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22 ottobre 2008

Dorgali, Diecimila turisti in meno questa estate in uno dei posti più noti della costa di Dorgali

   
da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 22 OTTOBRE 2008

Bue Marino, diecimila visitatori in meno

Gli effetti negativi della stagione turistica colpiscono anche le grotte

 35 dorgali 221008  36 dorgali 221008                                                    di NINO MUGGIANU
 DORGALI. La crisi e il calo di presenze nella costa dorgalese, nell’estate appena conclusa si sono fatti sentire e come. Oltre agli operatori e ai proprietari delle seconde case molte delle quali sono rimaste chiuse, a sentire gli effetti negativi delle stagione, sono state anche le casse comunali che hanno registrato un notevole decremento negli incassi dalle visite guidate ai vari siti.
 In particolare alle grotte del Bue Marino, dove rispetto all’anno precedente è stato registrato un calo nella vendita di oltre 10mila biglietti. Un andamento negativo che si è ripetuto anche nelle visite della grotta di Ispinigoli così come nel villaggio nuragico di Serra Orrios e in quello di Nuraghe Mannu. Anche di questo si è parlato nell’ultima riunione del consiglio comunale. Un argomento, il bilancio delle entrate relative ai vari siti comunali che quasi sempre, in tutte le amministrazioni che si sono finora susseguite porta ad una riflessione, sia da parte delle maggioranza che della minoranza sui controlli e sulla vendita dei biglietti.
 Chi controlla se è tutto regolare; perché il Comune non effettua dei controlli? La domanda che era nell’aria anche qualche giorno fa, è poi saltata fuori per l’ennesima volta nella sala consiliare. Ma, poiché nessuno ha il minimo dubbio sulla bontà dell’operato degli addetti ai lavori, tutto è finito con la presa d’atto che c’è stato un notevole calo negli incassi in attesa di tempi migliori. Forse, quella del 2008 è stata una delle peggiori stagioni da dieci anni a questa parte. Qualcuno ha attribuito al calo di presenza nelle grotte del Bue Marino con la concorrenza che da un paio d’anni, sta facendo, la Grotta del Fico in territorio del comune di Baunei.
 Osservazione che non dovrebbe essere corretta visto che quasi lo stessa percentuale in negativo è stata registrata anche negli altri siti. Il calo più vistoso è quello relativo al mese di settembre con oltre 5 mila presenze in meno rispetto all’anno precedente.
 Mille invece le presenze in meno nel mese di agosto, quasi 3 mila a luglio e oltre mille nel mese di aprile, sempre riferito al 2007. Una situazione che praticamente non si discosta dalle percentuali fornite e dagli addetti in generale sulle presenze in tutta l’isola. I primi visitatori ufficiali delle grotte furono, nel 1953, quattro milanesi che arrivarono a Gonone con un Fiat 1100. Cicerone d’eccezione. Il giovane Stefano Romano, il pescatore ponzese che in seguito, per anni fu il traghettatore dei visitatori delle grotte.
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12 ottobre 2008

DORGALI. Il Sic Supramonte «Niente scippo del G8 i fondi arriveranno»

 
da La Nuova Sardegna DOMENICA, 12 OTTOBRE 2008

DORGALI

Il Sic Supramonte «Niente scippo del G8 i fondi arriveranno»

 39 dorgali 121008di NINO MUGGIANU
 DORGALI. Arrivano i fondi per il Sic “Su Sercone”, incluso nel progetto Supramonte, fondi che in primo tempo erano stati convogliati per gli interventi in programma alla Maddalena per il prossimo G8. Niente scippi, dunque, ma solo un cambio del canale di provenienza dei fondi come era stato assicurato dalla Regione al Comune capofila: Dorgali.
 Fugati i timori, adesso si attendono i quattrini che poi saranno suddivisi nei comuni che hanno aderito al progetto: Dorgali, Orgosolo, Oliena, Urzulei e in parte anche Talana. Si tratta di poco meno di 900 mila euro, 200 mila in meno rispetto alla determinazione iniziale. Si era temuto, specie alle falde del monte Corrasi, che i soldi non sarebbero più arrivati dopo che si era appreso che erano stati destinati al nord della Sardegna, invece adesso arriva la conferma: i soldi ci sono. Se poi arrivano da un altro canale va bene ugualmente. Ufficialmente la comunicazione nel comune di Dorgali non è ancora arriva ma, assicurano il sindaco Tonino Testone e l’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Patteri, «c’è già la determinazione numero 850 del 3 ottobre».
 Al progetto è stata assegnata la somma di 832 mila 609, 35 euro. In base al progetto sic Su Sercone. Progetto approvato i tutte le sue parti. Unica esclusione riguarda la reintroduzione del gipeto nelle zone interessate. La motivazione della cancellazione di tale iniziativa è che si tratta di una competenza a carattere provinciale per cui, nel caso si volesse insistere nella disastrosa iniziativa sarà l’assessorato competente della Provincia di Nuoro ad occuparsi della cosa. I quattrini destinati a questo progetto erano circa 200 mila euro. L’unica somma che manca rispetto alla prima determinazione. I fondi serviranno per la realizzazione in tutta l’area del Supramonte compresa nei 5 comuni interessati (il famoso progetto Gambale che pare non abbia avuto molta fortuna), Fontanili, sentieristica, cartellonistica e didattica, sistemazione dei parcheggi esistenti, realizzazione di aree di sosta, riqualificazione di aree degradate e altre iniziative che i comuni avevano inserito, di concerto, nel quadro degli interventi per consentire uno sviluppo sostenibile.
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10 ottobre 2008

Benvenuti a Dorgali, eden degli svizzeri. Sono un centinaio gli stranieri che vivono a Filine e Oddoene

 
da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 10 OTTOBRE 2008

Benvenuti a Dorgali, eden degli svizzeri

Sono un centinaio gli stranieri che vivono a Filine e Oddoene

1 dorgali 101008di NINO MUGGIANU
 DORGALI. «Philindorfs Gemeineschaft» ovvero «villaggio di Filine, nell’isola di Sardegna», cosi vengono chiamate dalla piccola comunità Svizzera le eleganti villette nate come funghi nella vallata di Oddoene, a Dorgali. La zona per eccellenza votata alla coltivazione del vitigno Cannonau.
 Ora tra le viti e gli ulivi vive una comunità cosmopolita in cui spiccano per numero gli svizzeri tedeschi che hanno già eretto la loro bandiera. Un misto tra quella sarda e quella svizzera, roba da far drizzare i capelli ai 4 mori. Come mettere insieme il Cannonau e il cioccolato.
 Un vessillo in versione mista che nessuno ha ancora visto sventolare ma che esiste. Eccome. Sia ben chiaro, nessuno parla di indipendentismo. Non è l’isola di Mal di Ventre, ma qualcosa di simile. Se non altro perchè qualche mal di pancia ai dorgalsi viene nel guardare le villette costruite dagli ospiti d’oltralpe: tedeschi, francesi e sopratutto, svizzeri tedeschi. Case nate in piena campagna, dove il colore verde sembra sia nato, ai piedi del Supramonte dorgalese. Magari per gioco, ma lo stemma qualcuno lo ha disegnato per davvero: nella bandiera sarda, due mori sono stati sfrattati, al loro posto due croci rosse. Vilipendio alla bandiera isolana? Forse no, visto che pare si tratti solo di un gioco di un grafico, amico di uno dei dorgalosvizzeri.
 Molto chiusi e diffidenti, non amano per niente essere fotografati nè tanto meno parlare di loro e dei loro familiari.
 Si sono stabiliti nella vallata dorgalese molti dei quali, pur sapendo che difficilmente diventeranno proprietari dei terreni che hanno acquistato per una legge ch risale al 1945. Certo se gli svizzeri avessero saputo al momento dell’acquisto che stavano comperando un pezzo di terra dove l’assetto giuridico era complesso ed identico a quello che vige in Svizzera per le «Terre del Patriziato» (così si chiamano gli usi civici in Svizzera che interessano solo i capi famiglia residenti), avrebbero fatto non uno ma cento passi indietro.
 Comunque il dato di fatto è che oggi nella valle di Filine è presente una discreta comunità di lungua tedesca costituita da 8 nuclei familiari della repubblica tedesca e 28 nuclei familiari di lingua tedesca della confederazione elvetica. La comunità è oramai presente da vent’anni.
 L’afflusso è continuato fino al 2001 anno in cui si è interrotti, anche se qualcuno è arrivato dopo tale data.
 Le prescrizioni sugli usi civici obbligano anche questa comunità a fare richiesta di riserva di esercizio al comune di Dorgali perché insistono nella terra, gravata dalla proprietà collettiva e pertanto inalienabile a decorrere dal 2001.
 In questi giorni diversi componenti di questa comunità che hanno acquistato prima del 2001 le migliorie agricole stabilite dai contratti enfiteutici si sono affacciati negli uffici comunali per verificare la possibilità di fare domanda per un possesso decennale di queste terre ad uso agricolo, come previsto dal regolamento degli usi civici appena approvato dal consiglio comunale.
 La clausola imprescindibile risulta essere la residenza nel comune di Dorgali.
 «Oggi - dice l’assessore all’agricoltura del comune di Dorgali, Salvatore Mele - l’impossibilità della compravendita sulle terre gravate da uso civico non conferisce la proprietà agli svizzeri di queste terre e ne annulla anche gli atti precedentemente stipulati».
 La comunità si è stabilizzata su un centinaio di unità che possono definirsi cittadini a pieno titolo del comune di Dorgali ma pur sempre appartenenti alla comunità «Philindorfs Gemeineschaft» nell’isola di Sardegna. Si tratta spesso di pensionati che vogliono trascorrere la loro terza età in un posto peculiare dal punto di vista paesaggistico e naturalistico.
 Tra di loro c’è chi alleva animali selvatici (ocelot) con l’autorizzazione del Corpo Forestale.
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 da La Nuova Sardegna VENERDÌ, 10 OTTOBRE 2008

«Lavoravo in Borsa, meglio fare i contadini»

DORGALI. Alcuni degli stranieri di Filine e della vallata di Oddoene, sono persone che hanno deciso di lasciare lavori dei loro paesi nel mondo del commercio o della finanza per dedicarsi all’agricoltura. In particolare abbiamo sentito il signor Franz Schwering, svizzero di lingua tedesca, originario dei Grigioni. Faceva il broker alla borsa di Zurigo e oggi, dopo aver investito il frutto del suo lavoro nel cuore della finanza svizzera ha deciso di ritirarsi con i soldi messi da parte a coltivare viti e ulivi proprio nella valle di Filine, tanto cara ai dorgalesi.
 «Sono venuto qua nel 1999 - spiega Schwering-, dopo esserci venuto in vacanza, mi è piaciuto e ho deciso di restare dopo aver acquistato un pezzo di terreno. Terreno la cui vendita era stata pubblicizzata in una rivista immobiliare svizzera da un altro svizzero. Mi era stato detto che avrei acquistato solo il soprassuolo, a dir la verità non era chiara la differenza tra suolo e soprassuolo, in Svizzera questo concetto non esiste. Da dire anche che da noi in Svizzera i prezzi dei terreni agricoli che sono tutti non edificabili, sono di gran lunga inferiori ai costi dei terreni urbani edificabili. Qua sono stato allettato dal fatto che si poteva acquistare un terreno agricolo e anche costruirvi sopra ed abitarci cosa che in Svizzera le leggi non consentono».
 «E oggi- dice- ci abito con mia moglie e mio figlio che studia nelle scuole di Dorgali, coltivo viti, olivi e l’orto. Ho buoni rapporti con i miei confinanti dorgalesi e sono rimasto sorpreso dall’elevato numero di locali, ex emigrati che parlano tedesco. Qua godo di una natura formidabile e di un clima mite che esiste in Sardegna ma non da noi».
 «Con gli altri svizzeri ci conosciamo, con alcuni ci frequentiamo. Qui a Philindorf il tempo dei lavori agricoli trascorre placido e il panorama è impagabile. Un mio amico grafico svizzero che è venuto a trovarmi ha fatto anche un simbolo della nostra comunità intrecciando lo stemma sardo con quello svizzero. Ma la sostanza è che in questa terra si vive in pace e si beneficia di un ambiente che ha un fascino quasi da frontiera americana anche se siamo nell’Unione Europea». (n.m.)

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2 ottobre 2008

Dorgali. La “Pentola delle idee” propone spettacoli, rappresentazioni e un dibattito allargato ai sindaci dei Comuni di Oliena e Orgosolo

  
da L'Unione Sarda Giovedì, 02 ottobre 2008
Dorgali. La “Pentola delle idee” propone spettacoli, rappresentazioni e un dibattito allargato ai sindaci dei Comuni di Oliena e Orgosolo
Confronto a tre sulla risorsa idrica
 

Dalla pentola delle idee (fortunato format proposto dall'associazione culturale “Raichinas e chimas” di Dorgali) questa sera usciranno le forme d'acqua di Mario Faticoni, Un'opera (appuntamento alle 20.30 nell'auditorium comunale di via Fratelli Cervi) che ben rispecchia lo spirito di una manifestazione che sempre più si sta imponendo all'attenzione del pubblico. Scritta da Raffaello Ugo, l'opera ha per protagonista una giovane donna (interpretata da Rita Atzeri) sopravvissuta al disastro ecologico provocato dalla siccità. «Qualcosa si è spezzato definitivamente nel rapporto dell'umanità con l'acqua. Quello che prima era un oggetto sacro immerso in un mondo di collegamenti che rimandavano a una logica olistica, ora è diventato un oggetto di scambio, da quantificare secondo misure standard, da vendere e da comprare. La donna attende che l'acqua arrivi dal cielo ma il problema della siccità, che lei pensa verrà superato attraverso un gesto benigno della natura è inutile in quanto non sostenuto da un'adeguata presa di coscienza che ormai tutto è inesorabilmente arido», si legge nella presentazione dell'opera. «Le nostre rassegne prendono spunto dalla memoria storica per riflettere sul futuro e su quali problemi l'uomo deve imparare a conoscere per poterli affrontare, ecco perché “La pentola delle idee” non comprende solo spettacoli ma anche mostre e conferenze che sono l'aspetto più incisivo dell'iniziativa», spiega la presidentessa di Raichinas e chimas Pina Mele, «oltre l'allestimento in tutte le strade e le piazze di Dorgali di cartelloni con versi di poesie e testi dedicati all'acqua di autori come Ungaretti, Guccini, De Andrè, Garcia Lorca e Niffoi, che hanno la finalità di coinvolgere totalmente il visitatore».
Tra le tante iniziative uno spazio rilevante ha il ciclo di conferenze nel palazzo comunale. Nina Secci, altro motore dell'associazione, aggiunge che «lo scopo è quello di trattare l'argomento sia sul piano locale che su quello internazionale». Il primo incontro, in programma domani alle 18, vedrà i sindaci di Dorgali, Oliena e Orgosolo confrontarsi sulla questione acqua nel Supramonte (Il tema è appunto: “Nel Supramonte un mare d'acqua”, con l'assessore provinciale Rocco Celentano, il presidente dell'Ente Acque Sergio Vacca, gli esponenti del Gruppo speleologico regionale Leo Fancello, Francesco Murgia e Angelo Naseddu, coordina i lavori il giornalista dell'Unione Sarda Lello Caravano). Il secondo dibattito (sabato alle 18), vedrà svilupparsi e approfondire il tema dell'acqua come diritto e dovere per tutti. Fra gli interlocutori Paolo Rizzi del comitato italiano contratto mondiale sull'acqua. La manifestazione si concluderà domenica con un incontro, alle 18, sul tema “L'acqua nel mito e nella storia”, con l'intervento del giornalista Sergio Frau.

SONIA MELONI
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